Dopo il primo lungo momento dell’incredulità e dello sconforto è venuto il momento della
meditazione. Innanzi tutto ci lasciamo guidare dalla Parola di Dio: “O profondità della ricchezza,
della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le
sue vie! Infatti, chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo
consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo sì che abbia a riceverne il contraccambio? Poiché
da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen”(Rm 11, 33-36)
C’è una grande profezia negli avvenimenti che stiamo vivendo. Adesso ci sentiamo abbandonati e
sconvolti, ma il Signore sa. E noi crediamo e ci affidiamo pienamente al disegno provvidenziale
anche se adesso non riusciamo a comprendere..
Un primo pensiero che mi viene alla mente lo traggo dalla Enciclica Evangelii Gaudium, che papa
Francesco, fin dai giorni del convegno di Firenze, ha raccomandato di mettere in pratica. Nel
capitolo 4, e precisamente ai numeri 231-233 c’è uno dei quattro binomi che il papa ci ha
consegnato e che ancora non abbiamo finito di studiare e comprendere: La realtà è superiore
all’idea. Il convegno delle presidenze dell’Azione cattolica del 2015 ci fece riflettere proprio su
questo binomio, modificandolo leggermente nel titolo: “La realtà sorprende l’idea”. Ora l’idea che
noi ci eravamo fatta in questi ultimi giorni, dopo la lunga degenza del papa e il suo graduale ritorno
alla “normalità”, era che tutto sarebbe ricominciato ad andare secondo i programmi e secondo la
routine che tanto ci tranquillizza. Avevamo tirato un sospiro di sollievo. E invece ecco che la dura
realtà umana sconvolge i nostri pensieri e ci sorprende con un avvenimento che non ci aspettavamo
più ma che dobbiamo imparare ad accettare come quello più giusto e provvidenziale per il momento
attuale per la Chiesa e per il mondo, come abbiamo letto nel brano di san Paolo.
Papa Francesco se n’è andato lasciandoci in mezzo a tante cose che aveva iniziato e che sono
rimaste a metà: l’Anno santo, il Sinodo della Chiesa italiana, il Sinodo della Chiesa universale con
le sue date già fissate. E qui entra in gioco il secondo pensiero, sempre a partire dalla EG, questa
volta ai nn. 222-225: Il tempo è superiore allo spazio. Anche questo è stato tema di un convegno
delle presidenze di AC, (mi pare nel 2017) e anche questo con una leggera modifica:” Il tempo
libera lo spazio”. Il santo Padre scrive “Dare priorità al tempo significa occuparsi di iniziare
processi più che di possedere spazi”. E’ proprio così: tutte le iniziative cominciate per suo impulso
dovranno continuare e il santo padre lascia a noi la grande responsabilità di portarle avanti perché
tutti questi semi piantati possano portare frutto a suo tempo. Anzi dovremo metterci un impegno
ancora più serio e responsabile.
Per amore di completezza aggiungo il titolo del terzo convegno dedicato dalla nostra
Associazione ai binomi della EG e cioè “Il tutto abbraccia la parte” che riprende Il tutto è superiore
alla parte con al n. 236 la bellissima immagine del poliedro. E come non far caso alla
impressionante e interminabile fila che proprio in queste ore si snoda nella piazza S. Pietro per
andare ad abbracciare un’ultima volta papa Francesco! Una fila in cui ognuno è diverso dall’altro
per età, provenienza, colore della pelle, professione, convinzioni, pensieri e sentimenti. Ma tutti
uniti nell’unico popolo dei fratelli come Dio ci vuole. E che camminano insieme verso un’unica
meta. La realtà sorprende, il tutto abbraccia, il tempo libera: tre frasi, tre slogan che danno
ottimismo e speranza anche in mezzo alle difficoltà e ci invitano alla Speranza, proprio il tema
scelto dal papa per l’Anno santo che continua, anzi si carica di nuovi significati.
A un ultimo pensiero do il titolo del capitolo 5 del progetto formativo dell’Azione cattolica: “Nel
mondo non del mondo”, con evidente richiamo alla Lettera a Diogneto. “E’ delineata in questa
affermazione quella tensione che caratterizza la vita di ogni laico, coinvolto nelle realtà
dell’esistenza secolare eppure chiamato ad abitarla con la libertà dei figli di Dio; immerso da
cittadino nelle dinamiche sociali di oggi eppure straniero ad esse.”
E questa duplice appartenenza traspare nella marea di commenti e analisi che in questi giorni
giornalisti e opinionisti ci propongono da tutti i canali televisivi sforzandosi di “etichettare” il papa
per farlo rientrare in questa o quell’altra casella. Ne abbiamo sentite tante: papa rivoluzionario,
conservatore, peronista, fallito, populista, divisivo, radicale e molto altro ancora. Ed è anche giusto
che sia così, anzi questo testimonia il fatto che parole e gesti del papa hanno lasciato un segno che
ognuno cerca di interpretare secondo le sue categorie. Ma a molti osservatori sfugge il particolare
che per i credenti è presente nella storia l’azione salvifica dello Spirito Santo e che non solo il papa,
ma ogni battezzato in forza dello Spirito deve testimoniare al mondo il Vangelo di Gesù. E per farlo
non si può fare a meno di parlare di giustizia, di pace, di diritti, di povertà, di cura del creato, di
popoli fratelli tutti.
Preghiamo per papa Francesco, perché, ora che ha terminato la sua battaglia e la sua corsa, il
Signore gli conceda la giusta ricompensa. E preghiamo lo Spirito perché conceda al suo popolo una
nuova guida che sappia accompagnarlo sui sentieri del mondo ancora difficili e oscuri ma crediamo
sempre illuminati dalla Parola e dalla luce pasquale del Cristo Risorto.
Anna Maria Cutuli
25 Aprile 2025
