Da La voce dello Jonio

Una giornata di gioia, fraternità e condivisione ha animato Santa Venerina, che ha accolto circa 200 bambini provenienti da 13 parrocchie della diocesi di Acireale per la tradizionale Festa degli Incontri diocesana organizzata dall’Equipe diocesana ACR (Azione Cattolica ragazzi).
L’edizione di quest’anno, intitolata “Il Cantico degli Incontri”, è stata dedicata alla figura di San Francesco d’Assisi, a ottocento anni dalla composizione del Cantico delle Creature, uno dei testi più significativi della spiritualità cristiana e della letteratura italiana.
Nato ad Assisi nel 1181 o 1182, Francesco, figlio del mercante Pietro di Bernardone, trascorse una giovinezza spensierata e agiata. Dopo l’esperienza della guerra e una profonda crisi interiore, maturò una radicale conversione che lo portò ad abbandonare le ricchezze per scegliere una vita semplice, fondata sul Vangelo, sulla fraternità e sull’amore verso i poveri e il creato. Fondatore dell’Ordine Francescano, Francesco dedicò tutta la sua vita alla pace, al dialogo e alla cura degli ultimi. Lasciando un messaggio che ancora oggi continua a parlare ai più giovani attraverso il linguaggio dell’amicizia, dell’incontro e della solidarietà.
Il primo stand
Il primo stand ha approfondito la giovinezza di Francesco e il celebre incontro con il lebbroso, episodio simbolo della sua conversione. Superando paura e diffidenza, Francesco riconobbe nei poveri e nei malati la presenza di Cristo, scegliendo una vita di umiltà, carità e servizio.

Il pomeriggio si è aperto con un caloroso momento di accoglienza, accompagnato da musica, animazione e balli che hanno subito creato un clima di festa tra bambini ed educatori.
Dopo la preghiera iniziale, i saluti della presidente diocesana Concetta Vecchio e la presentazione del tema. Indi i partecipanti sono stati guidati in un percorso fatto di giochi e attività pensate per ripercorrere gli incontri più importanti vissuti da San Francesco. Episodi che hanno profondamente trasformato la sua vita e il suo modo di guardare il mondo.
Il cuore dell’evento si è sviluppato attraverso cinque stand tematici, ciascuno dedicato a un momento fondamentale del cammino umano e spirituale del Santo di Assisi.

Attraverso il gioco “Il Cavaliere Cieco”, i ragazzi, bendati, hanno affrontato un percorso a ostacoli contando inizialmente solo sulle proprie forze. Camminando da soli hanno sperimentato smarrimento e incertezza, scoprendo poi che il percorso diventava più semplice solo affidandosi alla mano di un compagno. L’attività ha aiutato i partecipanti a comprendere come l’incontro con l’altro possa trasformare la paura in fiducia e fraternità.
Il secondo stand
Il secondo stand ha guidato i ragazzi nel momento decisivo della conversione di Francesco attraverso l’incontro con il Crocifisso di San Damiano. Secondo la tradizione, mentre pregava nella piccola chiesa di San Damiano, Francesco udì la voce di Cristo dirgli: «Francesco, va’ e ripara la mia casa, che, come vedi, è tutta in rovina».
In un primo momento il giovane interpretò queste parole in senso materiale, impegnandosi a restaurare chiese in rovina. Successivamente comprese che la sua missione sarebbe stata quella di rinnovare spiritualmente la Chiesa attraverso la testimonianza del Vangelo vissuto nella povertà e nell’umiltà. I bambini hanno così costruito una piccola chiesa con materiali semplici e riciclati, riflettendo sul significato delle fondamenta della comunità cristiana.
Il terzo stand

Il terzo stand è stato dedicato all’incontro tra Francesco e Santa Chiara d’Assisi. Colpita dalla predicazione del Santo, Chiara decise di abbandonare la vita nobile e agiata per seguire il suo esempio, dando origine all’Ordine delle Clarisse.
Attraverso il gioco del Twister, i ragazzi hanno riflettuto sull’importanza delle scelte personali e su quanto queste possano influenzare anche il cammino degli altri. Ogni movimento nel gioco condizionava infatti quello dei compagni, diventando simbolo delle relazioni umane e della responsabilità reciproca.
Il tema della pace
Il tema della pace è stato invece affrontato nello stand dedicato allo storico incontro tra San Francesco e il sultano Malik al-Kamil, avvenuto nel 1219 durante la quinta crociata, presso Damietta, in Egitto. In un tempo segnato dalla guerra e dallo scontro religioso, Francesco scelse la via del dialogo e dell’incontro, presentandosi disarmato davanti al sultano per testimoniare il Vangelo della pace.
I bambini si sono cimentati in diverse prove cooperative, tra cui il passaggio di un cerchio senza staccarsi le mani e il trasporto di un palloncino senza farlo cadere. Attività che hanno evidenziato il valore dell’unione e della collaborazione.
Successivamente, attraverso un alfabeto speciale, hanno decifrato un messaggio segreto che racchiudeva il cuore dell’insegnamento francescano: “Non servono le armi per fare la pace”.
Il Cantico delle Creature

L’ultima tappa del percorso si è dedicata al Cantico delle Creature e al profondo rapporto di San Francesco con il creato e con ogni forma di vita. Composto nel 1225, poco prima della morte del Santo, il Cantico è considerato uno dei primi testi poetici della lingua italiana. E rappresenta una lode a Dio attraverso gli elementi della natura, chiamati da Francesco “fratello” e “sorella”. Attraverso la lettura e la riflessione sulle strofe del Cantico, i ragazzi hanno scoperto il valore della natura come dono da custodire. Imparando a riconoscere la bellezza e l’armonia del mondo che li circonda.
Per rendere concreta questa esperienza, i partecipanti hanno realizzato un vero e proprio “Cantico Visivo”, utilizzando materiali naturali e riciclati. Come foglie, rami, carta, stoffe e piccoli oggetti recuperati.
Hanno traformato ogni strofa del Cantico in immagini, simboli e composizioni creative, dando vita a un lavoro collettivo ricco di significato, fantasia e collaborazione. L’attività ha permesso ai ragazzi di esprimersi artisticamente e di riflettere sull’importanza del rispetto per l’ambiente, della semplicità e della gratitudine verso il creato. Valori che ancora oggi il messaggio francescano continua a trasmettere.
La conclusione di una giornata di fraternità
Particolarmente significativo il momento conclusivo della giornata: a ogni bambino è stato consegnato un post-it colorato sul quale scrivere il proprio nome. Tutti i nomi sono stati poi attaccati su una grande croce di cartone posta al centro del cortile, simbolo di una comunità unita nella fede, nell’amicizia e nella condivisione.

Un gesto semplice ma ricco di significato, che ha trasformato la croce in un mosaico di volti, storie e incontri, espressione concreta della fraternità vissuta durante la giornata.
La Festa degli Incontri diocesana ACR si è conclusa con una merenda condivisa e con il saluto finale degli educatori, lasciando nei partecipanti un messaggio chiaro e profondo: proprio come accadde a San Francesco d’Assisi, ogni incontro può cambiare il cuore e rendere il mondo un luogo più bello, accogliente e fraterno.
Equipe diocesana ACR
