Il 7 settembre 2025 Papa Leone XIV, recitando la preghiera di canonizzazione, ha reso santo un altro socio di AC: Piergiorgio Frassati.
Da quest’importante avvenimento, l’Equipe del settore Giovani diocesana ha tracciato le basi per l’organizzazione dell’annuale ritiro invernale, svoltosi nel weekend del 3 e 4 gennaio 2026 al seminario estivo di S. Maria Ammalati (Acireale).
Come disse san Giovanni Paolo II, durante la sua omelia nel giorno della Beatificazione di Frassati “[…]soltanto colui che diventa uomo delle Beatitudini riesce a comunicare ai fratelli l’amore e la pace” . Questo suo essere “beato” era già visibile nelle numerose lettere che egli scrive a parenti e amici dove, nonostante affronti temi legati alla quotidianità, non manca mai quella frase in più che ci permette di assaporare la sua santità.
Per introdurre i campeggiatori al tema della santità, abbiamo consegnato direttamente nella buca delle loro case una lettera, dove però non vi erano riferimenti espliciti né alla figura di Piergiorgio né tantomeno alla santità; bensì un punto di partenza che li ha invogliati a partecipare con occhi diversi a questo ritiro.

La mattina del primo giorno, dopo l’accoglienza e la sistemazione dei ragazzi, prima ancora di calarci nel tema del campo, l’equipe del settore giovani ha con gioia annunciato il suo ampliamento: due giovani della diocesi, Antonio Musumeci e Rosamaria Zappalà, sono ufficialmente membri d’equipe e quale occasione migliore se non questa per presentarli.
Dopodiché, un iniziale momento goliardico ha fatto capire ai ragazzi come “le lettere” sarebbero state vere protagoniste del ritiro: l’importanza ed il peso delle parole, ad oggi poco attenzionati, hanno subito fatto immergere i campeggiatori in un clima di riflessione e condivisione.


Ospite speciale di quella mattina è stato Valerio Latino, responsabile regionale MSAC che, insieme ad alcuni dei ragazzi del movimento studentesco diocesano, ha promosso, con entusiasmo travolgente, l’imminente appuntamento per le SFS (Scuola di Formazione Studenti).
Avere un confronto e rapporto con le realtà a noi vicine è molto arricchente per tutti i giovanissimi che vivono, quotidianamente, la realtà scolastica e tutti gli impegni e sfide che ne comporta. In momenti come questi ci si rende conto di come l’AC sia davvero una grande famiglia che cammina insieme, supportandosi vicendevolmente, senza mai lasciare indietro nessuno.


Anche la nostra presidente diocesana, Cetta Vecchio, ha allietato i ragazzi con la sua presenza, augurando ad ognuno di loro di vivere a pieno quelle giornate. Momenti come questi devono farli tornare a casa con la gioia nel cuore e, senza anticipare il vero protagonista del ritiro, ha incoraggiato giovanissimi e giovani presenti nel credere nelle loro capacità: ognuno di noi può puntare “Verso l’Alto” e raggiungere vette, apparentemente, irrangiungibili, basta crederci ed affidarsi a Lui.
Nel pomeriggio, i ragazzi si sono addentrati nel clou dei temi del campo, in modo velato già anticipati proprio nelle lettere ricevute a casa: amore, amicizia, scuola ed impegno sociale sono quattro dei principali argomenti racchiusi proprio nei diversi racconti di Piergiorgio Frassati.
Partendo dalla lettura di alcune sue lettere, arricchite ed accompagnate da attività studiate ad hoc dall”equipe stessa, i ragazzi, suddivisi in squadre, si sono presi un momento per ragione su quelle che altro non sono per loro questioni quotidiane.

Solo dopo un momento di confronto tra le diverse squadre, i campeggiatori hanno appreso chi fosse il mittente di tali lettere, entrando così nel cuore del ritiro invernale. Dopo cena un momento di preghiera e adorazione eucaristica ha ben concluso la giornata svoltasi.


In aggiunta, l’equipe ha ritenuto opportuno dedicare un momento all’intervento proprio di due membri dell’equipe di settore: Corinne, vice del settore giovani diocesano, e Antonio, neo membro d’equipe. Insieme hanno raccontato di come si sono innamorati della figura di Piergiorgio Frassati durante un pellegrinaggio, la scorsa primavera, svoltosi nei luoghi dove il santo visse ed ebbe modo di manifestare la propria Fede. Indubbiamente, la testimonianza diretta non solo di due figure note del settore, ma prima ancora di due giovani che vivono attivamente l’associazione in tutte le sue sfaccettature, ha scosso gli animi dei campeggiatori invitandoli a vivere pienamente momenti che vanno oltre gli appuntamenti periodici diocesani: bisogna essere ed è possibile essere testimoni attivi e credibili, quotidianamente, in ogni luogo che frequentiamo.
La mattina seguente, grazie ad alcune domande incentrate sul tema del come, ogni giorno, la Fede sia in grado di plasmare le nostre giornate, i partecipanti al ritiro hanno avuto l’occasione di meditare sulla loro vita, lasciandosi ispirare dal famoso motto del giovane santo “Vivere! Non vivacchiare!”; riflessione continuata anche durante la Santa Messa, celebrata da Don Sebastiano Guarrera, assistente di Settore, a conclusione del ritiro invernale.



