Corridoi Umanitari – 26 Maggio
12 Giugno 2025
Corridoi Umanitari – Agosto 2025
28 Agosto 2025

“Fuori dall’Hype” – Campo estivo diocesano

Dal 22 al 24 agosto 2025 ha avuto luogo, presso il centro ricreativo di San Filippo Neri, a Zafferana Etnea (CT), il campo estivo diocesano per giovani e giovanissimi dal titolo “Fuori dall’Hype”. Tema centrale di queste giornate è stata l’ansia sociale, in particolare i fenomeni denominati FOMO (Fear Of Missing Out), cioè la paura dell’essere tagliati fuori; e FOBO (Fear Of Better Options), ovvero la paura dell’avere opzioni migliori.

In un oggi dove tutto è immediato, legato all’apparire, i giovani difficilmente distinguono realtà da “schermo”, ma ancor di più non riescono a distinguere tra chi vogliono essere e chi “devono” essere, secondo un sistema sociale sempre più opprimente. Difatti, i giovani sono assaliti dalla paura sia di venire esclusi da eventi e momenti socialmente forti (amplificati dai social) sia di poter sempre avere di meglio, nella vita come nelle relazioni, fino ad inibirsi nel non scegliere nulla.

Presa coscienza di tale attuale problematica, l’equipe del settore giovani, in stretta collaborazione col neoformato gruppo MSAC della diocesi, ha sottolineato l’importanza dell’affidarsi a Dio, al suo progetto che indica la strada da seguire per ognuno di noi.

Lo stesso titolo del campo, “Fuori dall’Hype”, è stato scelto come invito ad andare via dalla ricerca ossessiva dello stare al passo, del rincorrere sempre desideri diversi creati dall’”hype” (cioè da un’aspettativa smodata), che in quanto tale ci rende immobili, al fine di ritrovare l’essenziale, ciò di cui davvero abbiamo bisogno, che è Dio e da cui verrà il necessario per noi. Tutto il resto è superfluo ed è nostro compito scegliere ciò che vogliamo davvero conoscendo noi stessi, senza quindi lasciarci distrarre dai ritmi e dagli stimoli del mondo, trovando il coraggio di rinunciare a tutto il resto.

Data anche l’adesione di molti giovanissimi, che lasciano ben sperare per il crescente futuro dell’associazione diocesana, il primo giorno è stato volutamente incentrato sulla scoperta di sé, sul confronto reciproco, così da stimolare i ragazzi nel dire a voce alta chi sono realmente, nella vita di tutti i giorni, per quanto ancora siano in fase di scoperta e crescita personale.

Successivamente, i ragazzi hanno concretamente sperimentato la FOMO, la paura di venire tagliati fuori da qualcosa di divertente (realmente o apparentemente): attraverso un laboratorio strutturato in quattro aree esterne, si sono svolte contemporaneamente attività diverse per una turnazione di quattro volte. Il risultato è stato quello previsto: ansia, invidia, dubbi e rimorsi sono stati alcuni dei sentimenti e sensazioni provate dai ragazzi. A termine delle attività, un momento di confronto è stato fondamentale e quanto mai costruttivo per comprendere come quelle provate siano state “paure” comuni.

La sera del primo giorno, per anticipare il fenomeno della FOBO, la paura di poter sempre avere di meglio, si è proposto ai ragazzi di partecipare ad una vendita all’asta di vari oggetti: una tradizione tipica delle nostre feste di paese, meglio conosciuta come “incanto”. Durante tutta la giornata, i ragazzi avevano avuto la possibilità, sulla base di “bonus” e “malus”, d’accumulare valute particolari così, durante la serata, da poter valutare in cosa fosse il caso d’investire o se aspettare per qualcosa di migliore. Il risultato? Anche in occasione dell’incanto, i ragazzi si sono lasciati condizionare o dai pareri generali, o dall’aspettativa, o dall’ansia di finire tutte le valute a disposizione.

L’indomani, alle prime luci dell’alba, i campeggiatori hanno vissuto un momento unico di spiritualità e condivisione, per la prima volta proposto ad un campo diocesano: prendendo spunto dalla canzone dei The Sun “Voglio qualcosa di vero”, i ragazzi, accompagnati per l’appunto dal sottofondo musicale, hanno riflettuto sull’importanza della ricerca del “vero”, realizzando in loco un piccolo quadretto con l’alba che andava definendosi davanti a loro.

L’equipe ha suggerito loro di porre particolare attenzione nel ritrarre “tra luci e ombre” ciò che si trova “oltre”: come suggerito dal testo della canzone, non sempre ciò che abbiamo davanti ci è chiaro, talvolta siamo costretti a “combattere” ed a “spingersi ancora oltre”. L’attività all’alba si è conclusa con alcune domande guida scritte su un foglietto, che i ragazzi hanno poi tenuto per se come sorta di promemoria per il domani.

Tutta la giornata del 23 è stata incentrata sulla paura nelle relazioni; dunque, su quanto la FOBO influisca nell’instaurazione di legami, fino a portarci ad una piena crisi. Sulla base di quanto fatto la mattina del giorno precedente, i campeggiatori hanno realizzato d’aver affinità con alcuni dei partecipanti, a prescindere dal loro grado di conoscenza. Sono stati chiamati ad affrontare delle scelte, scegliendo un fedele alleato tra quelli a loro più affini. La paura del giudizio, il timore d’offendere l’altro o la pretesa da parte dell’interessato ha influito non poco per i ragazzi nella scelta. Anche a conclusione di questa attività, è stato fondamentale un confronto diretto coi campeggiatori, dividendoli in piccoli gruppi di lavoro così da dare la possibilità ad ognuno d’aprirsi, di poter esprimere le sensazioni provate.

Dal pomeriggio fino a sera, ci ha allietati della sua presenza don Cosimo Gangemi: la sua testimonianza è stata faro in un mare di ombre e incertezze per i ragazzi. Con tono calmo ma al tempo stesso incisivo, don Cosimo è arrivato ai cuori dei campeggiatori, facendo nascere in loro la speranza che, col giusto spirito ed affidandoci a Lui, si superano anche gli ostacoli, apparentemente, più insuperabili. La giornata si è conclusa con un momento dj-set a cura sempre di don Cosimo; ulteriore momento che non ha fatto altro che accrescere la stima e la riconoscenza nei suoi confronti.

Il campo estivo si è concluso con un momento di confronto guidato dall’assistente del settore giovani, don Sebastiano Guarrera, accompagnato dal seminarista Seby Mauro, il quale ha seguito i ragazzi per tutti i giorni di campo. Il brano del Vangelo preso in analisi (Luca 12, 22-34) ha portato i ragazzi a riflettere su quanto l’umanità, ieri come oggi, si è sempre preoccupata maggiormente dei suoi bisogni temporali piuttosto che di quelli spirituali. Gesù stesso, infatti, ai suoi discepoli disse di non preoccuparsi di cosa indosseranno o di cosa mangeranno, perché ciò preoccupa i pagani; noi, invece, dobbiamo premurarci solamente di costruirci un “tesoro nei cieli”, che mai si consumerà.

Pubblicato il 25 Agosto 2025